Notiamo anzitutto che non costituisce scandalo il fatto che Letta sieda accanto a Putin, mentre il medesimo comportamento costituiva reato se a capo del governo c’era un uomo di nome Silvio Berlusconi. Sottigliezze a parte, l’Italia e gli italiani si trovano di nuovo ad essere ostaggio delle liti interne al Partito democratico: mentre loro si divertono a bisticciare, la crisi economica continua a mietere vittime.
Ecco cosa scrive oggi Luca Ricolfi sulla Stampa: “Nell’ultimo anno l’Italia ha perso 400 mila posti di lavoro, ha mantenuto una pressione fiscale altissima e ha fatto di meno di ciascuno degli altri paesi indebitati della zona euro”. A sentire Letta e Saccomanni la ripresa è alle porte e non c’è da preoccuparsi. Ma dove vivono, su Marte?
Sempre secondo Ricolfi, “Squinzi ha fatto benissimo a strigliare il governo. E molto preoccupa che la risposta di Letta sia stata ‘ognuno faccia il suo lavoro’. Le imprese e i lavoratori il loro lavoro lo fanno fino in fondo, è il governo che potrebbe fare molto di più”.
Parole sante. Intanto, il programma di coalizione per vivacchiare fino al 2014 è svanito nel nulla e Letta batte ancora sul rimpasto per cercare di stringere Renzi in uno dei suoi abbracci mortali. Il sindaco di Firenze però non è scemo e respinge al mittente qualsiasi offerta o proposta: “Se Letta e Alfano – ha spiegato Renzi – pensano di risolvere mettendo qualcuno dei miei nel governo cascano male”. Ma cascano male soprattutto gli italiani, i giovani, gli anziani lasciati soli, quel ceto medio che si è rifugiato nell’utopia pentastellata e che ora si sta lentamente risvegliando.
Anziché vaticinare sugli insulti sessisti alla Boldrini da parte dei grillini, Letta farebbe bene a comunicare al Paese intero le sue intenzioni. Perdere tempo in questo modo non è possibile, come non è possibile che il Pd faccia scontare all’esterno le sue baruffe interne.

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