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Caos Pd. Si litiga e non si fa nulla. Così Letta lascia morire il Paese per giocarsela con Renzi

Ad agitare le già turbolenti acque in casa Pd ci si sono messe ora anche le Olimpiadi di Sochi. Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha infatti annunciato di voler presenziare alla cerimonia di apertura “per difendere la candidatura di Roma per i Giochi del 2024”. Non l’avesse mai detto: un gruppo di senatori renziani ha espresso la propria contrarietà a causa della politica discriminatoria praticata in Russia nei confronti di gay e minoranze.

Notiamo anzitutto che non costituisce scandalo il fatto che Letta sieda accanto a Putin, mentre il medesimo comportamento costituiva reato se a capo del governo c’era un uomo di nome Silvio Berlusconi. Sottigliezze a parte, l’Italia e gli italiani si trovano di nuovo ad essere ostaggio delle liti interne al Partito democratico: mentre loro si divertono a bisticciare, la crisi economica continua a mietere vittime.

Ecco cosa scrive oggi Luca Ricolfi sulla Stampa: “Nell’ultimo anno l’Italia ha perso 400 mila posti di lavoro, ha mantenuto una pressione fiscale altissima e ha fatto di meno di ciascuno degli altri paesi indebitati della zona euro”. A sentire Letta e Saccomanni la ripresa è alle porte e non c’è da preoccuparsi. Ma dove vivono, su Marte?

Sempre secondo Ricolfi, “Squinzi ha fatto benissimo a strigliare il governo. E molto preoccupa che la risposta di Letta sia stata ‘ognuno faccia il suo lavoro’. Le imprese e i lavoratori il loro lavoro lo fanno fino in fondo, è il governo che potrebbe fare molto di più”.

Parole sante. Intanto, il programma di coalizione per vivacchiare fino al 2014 è svanito nel nulla e Letta batte ancora sul rimpasto per cercare di stringere Renzi in uno dei suoi abbracci mortali. Il sindaco di Firenze però non è scemo e respinge al mittente qualsiasi offerta o proposta: “Se Letta e Alfano – ha spiegato Renzi – pensano di risolvere mettendo qualcuno dei miei nel governo cascano male”. Ma cascano male soprattutto gli italiani, i giovani, gli anziani lasciati soli, quel ceto medio che si è rifugiato nell’utopia pentastellata e che ora si sta lentamente risvegliando.

Anziché vaticinare sugli insulti sessisti alla Boldrini da parte dei grillini, Letta farebbe bene a comunicare al Paese intero le sue intenzioni. Perdere tempo in questo modo non è possibile, come non è possibile che il Pd faccia scontare all’esterno le sue baruffe interne.

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